IL TUO CARRELLO E' VUOTO 
VINCENZO MOSCARDI

L'INVASIONE FRANCESE NELL'ABRUZZO AQUILANO
(1798-1799)

I Tascabili d'Abruzzo 105, in 16° pp.104., Cerchio 1998 - Euro 12.5


Duecento anni fa, gli Abruzzesi insorsero contro un esercito invasore che, depredando e saccheggiando al suo passaggio, inasprì gli animi di tutti gli Abruzzesi; la reazione rabbiosa che ne seguì e la ferocia manifestata da ambedue i contendenti provocò lutti e rovine tra i pacifici montanari dell'Abruzzo aquilano.
Ma qui occorre informare il lettore su quanto accadde in quel lontano 1798: al termine della guerra tra l'esercito napoletano e i Francesi, questi frazionati qua e là tra i monti nei diversi presidi, si trovarono a dover combattere una guerra ostinata e feroce contro popolazioni che mal sopportavano la presenza d'un esercito invasore dedito al saccheggio ed ai soprusi in genere.
Questa lotta durò alcuni mesi e terminò solo quando i Francesi, stremati e ridotti a mal partito, furono costretti ad abbandonare precipitosamente il suolo abruzzese. Molti furono i paesi dell'Aquilano che si distinsero, per coraggio e valore, nella lotta; non pochi gli Abruzzesi che, a rischio della propria vita, guidarono le "masse" contro un nemico agguerrito e bene armato. Tra tutti è doveroso citare Giovanni Salomone di Barisciano, don Gaetano Lusi di Introdacqua, i fratelli Rossi, Sante e Pelino, di Pratola Peligna, don Gaetano Gatta di Anversa degli Abruzzi, Francesco Marinacci di Collarmele e tanti altri ancora. Memorabile fu la rioccupazione della città dell'Aquila del 23 marzo 1799, da parte dei Francesi, col massacro e la profanazione del convento di S. Bernardino.
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