IL TUO CARRELLO E' VUOTO 
GIUSEPPE MUSSONI

IL COMMERCIO DELLO ZAFFERANO ALL'AQUILA NEL '500/'700
e gli statuti che lo regolavano

I Tascabili d'Abruzzo 107, in 16° pp.180, Cerchio 1998 - Euro 12.5


Quando avesse principio il commercio dello zafferano in Abruzzo non lo sappiamo; certo è che agli inizi del 1300 era già notevolmente sviluppato e formava una delle maggiori fonti di ricchezza per l'Aquila e territori limitrofi.
Lo zafferano trovò qui condizioni di suolo e di clima più che favorevoli e a poco a poco si diffuse più largamente che altrove, acquistando fama di superiorità su quello di qualunque altra regione sia d'Italia che d'Europa.
La superficie di suolo abruzzese messa a zafferano era assai estesa soprattutto nel contado Aquilano, come lo dimostra la lunga serie dei paesi nei quali il "trombetta" della città dell'Aquila, che regolava questo commercio, si recava a "fare i bandi". Ma la qualità migliore e più preziosa era quella di S. Demetrio ne' Vestini, di Magliano nella Marsica e di Sulmona.
La città che accentrava il commercio dello zafferano e lo regolava con norme e statuti, era l'Aquila che ben presto diventò il centro del commercio di tutto l'Abruzzo. In esso si formarono colonie di Veneziani, di Fiorentini, di Milanesi e più tardi di mercanti Tedeschi che, a dorso di animali da soma, lo trasportavano fin nella lontanissima Germania.
[NON DISPONIBILE] « TASCABILE PRECEDENTE   TASCABILE SUCCESSIVO »