IL TUO CARRELLO E' VUOTO 
IDIDO LUDOVISI

STORIA DEI CONTADI DI AMITERNO E FORCONA E LE ORIGINI DELL'AQUILA

I Tascabili d'Abruzzo 119, in 16° pp. 168, Cerchio 2000 - Euro 12.5


E' una onesta, erudita e giudiziosa ricerca sull'Abruzzo medioevale, dall'VIII secolo a Federico II. Di Amiterno e Forcona restano poche e rade testimonianze storiche, le vicende che precedono il trasferimento delle rispettive diocesi all'Aquila sono oggetto di varie congetture. Pare certo però che entrambe le località fossero centri di rilievo nella struttura politico amministrativa delle dominazioni di Longobardi e Franchi. Ma le loro vicende disegnano, lungo un arco di tempo che va dal 700 al Mille, la parabola di un lungo declino, contrassegnato dal degrado e dall'abbandono che le trasforma in villaggi semidimenticati, fino alla fondazione della città dell'Aquila, che le riunirà in un'unica identità. Su questo capitolo di storia abruzzese la ricerca di Ludovisi non manca di produrre qualche novità interpretativa, riutilizzando con originalità le fonti canoniche. Smentendo la tradizione secondo la quale la città sarebbe stata fondata per espressa volontà di Federico II, il Ludovisi preferisce pensare a un'azione diretta del Papa, che vi avrebbe visto un solido baluardo contro l'espansione del potere imperiale. "Guelfa dunque e papale, non Ghibellina e imperiale l'origine dell'Aquila e tale si mantenne per tutto il corso della storia". Le pagine che descrivono la ribellione del popolo alle prepotenze dei baroni hanno un intenso sapore risorgimentale: finchè visse Federico II, nel tacito patto che si era stratto tra la monarchia e i baroni, questi attinsero più forza e maggiori propensioni ad abusi e soprusi di ogni genere, mentre il popolo ridotto all'impotenza maturava l'odio e meditava la vendetta.
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