IL TUO CARRELLO E' VUOTO 
A. BIANCO DI SAINT-JORIOZ

IL BRIGANTAGGIO NELLABRUZZO AQUILANO
Bande di Briganti che operarono nella Provincia Aquilana dal 1860 al 1863

I Tascabili d'Abruzzo 13, in 16° pp. 160, Cerchio 1986 - Euro 12.5


Sulle vicende del brigantaggio si sono scritti molti libri, ma nessuno è stato così esauriente come questo del Saint Jorioz, che descrisse con ricchezza di particolari le gesta sanguinarie di quei briganti che operarono nel territorio Aquilano. Anche perchè visse da vicino e in prima persona le vicende che caratterizzarono, dal 1860 al 1863, la vita dei cittadini che vivevano in questa parte d'Abruzzo. I briganti uniti ai cafoni conducevano una sporca guerra fatta di saccheggi, di stupri, di uccisioni. Molti furono quelli che subirono le violenze delle bande brigantesche, ma non tutti: molte famiglie di "galantuomini" pagarono la loro tranquillità con denaro, mentre nelle chiese si intonavano Te Deum il nome del re Borbone tanto caro ai preti e dalle soffitte venivano rispolverati i suoi ritratti. I briganti, si sa, non facevano prigionieri; bruciavano i cadaveri dei loro compagni caduti in conflitto per renderli irriconoscibili. Coltivare i campi era diventato impossibile: si rischiava la vita. Era proibito girare di notte, portare viveri con sé; bastava un nonnulla per essere fucilati immediatamente senza un regolare processo. E se vi erano contadini, divenuti briganti per fame, dall'altra parte c'erano i cacciatori di briganti allettati dal miraggio delle taglie. Una brutta pagina per le poveri genti dell'Aquilano che ebbero il torto di abitare a ridosso dello Stato del Papa. E ci vollero molti anni ancora prima che un certo ordine venisse ristabilito. Adelmo Polla
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