IL TUO CARRELLO E' VUOTO 
CARMINE LETTA

LA VITA QUOTIDIANA DEI CONTADINI MARSICANI
dopo il prosciugamento del lago Fucino

I Tascabili d'Abruzzo 143, in 16° pp. 200, Cerchio 2003 - Euro 12.5


Quando Alessandro Dumas (padre), l'ormai arcinoto autore de 'I Tre Moschettieri', di ritorno da un viaggio al centro dell'Africa, si fermò nella Marsica dove i lavori per il prosciugamento del lago Fucino si svolgevano alacremente sotto la guida dei più famosi ingegneri d'Europa, suoi concittadini, scrisse che «gli abitanti vanno coperti di cenci, conoscono a mala pena l'uso del pane e si cibano di castagne e granoturco che ricavano stentatamente dai terreni tanto aridi e improduttivi da non aver padroni».
E vaòga per tutti l'accorata petizione degli Ortucchiesi, ridotti alla estrema miseria per le continue inondazioni del lago, al re Giuseppe Bonaparte, il 15 luglio 1807, in cui denunciarono «l'esterminio che sta facendo alle abitazioni il lago Fucino, dopo avergli assorbito 20.000 coppe di territorio, rendendo mendici tutti gli abitanti [...], ridotto il paese a un'isola, senza strade da potere uscire ad un miglio dentro il Fucino». Queste erano le condizioni miserevoli in cui versavano i nostri antenati nella Marsica al tempo del prosciugamento del lago Fucino. Tanto aberranti da far scrivere al citato scrittore transalpino che gli abitanti di questa zona d'Italia fossero «istupiditi dalla miseria».
Leggendo queste pagine, frutto di una accurata indagine del Letta, che visse da vicino e in proprio la vita miserevole di quei tempi, e che mi è parso doveroso inserirla nella serie de 'La vita quotidiana in Abruzzo', si stenta a credere che appena poco più di un secolo ci separa da una realtà che credevamo possibile solo nel lontanissimo Medioevo.
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