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DOMENICO BIELLI VOCABOLARIO ABRUZZESE I Tascabili d'Abruzzo 144, in 16° pp. 424, Cerchio 2003 - Euro 20 |
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Mentre in quasi tutte le regioni d’Italia si notava e ammirava un vivace e significativo risveglio di poesia dialettale, l’Abruzzo rimaneva estraneo a quella festa di voci native e fresche. Non mancavano neanche presso di noi dei poeti in vernacolo, ma questi nel loro angusto mondo paesano, si limitavano agli scherzi, agli strambotti, alle satire, al genere insomma mordace e piccante. Pochissimi avevano scritto qualche dramma, ancor più pochi qualche lirica, ma nessuno si era mai sognato una gloria di poeta dialettale, e anche le cose migliori, salvo qualche rara eccezione, se non finivano nel dimenticatoio delle inezie, passando di copia in copia o di bocca in bocca, divenivano anonime e facevano parte della così detta poesia popolare. C’erano stati raccoglitori di leggende, di favole, di canti, ma il lavoro di questi benemeriti studiosi rimaneva nella ristretta cerchia dei filologi. In generale, la parte colta del nostro popolo non teneva in alcuna considerazione la lingua materna, definita comunemente lingua del volgo, ed era lontana le mille miglia dal pensiero che potesse assorgere ad espressione di arte, sebbene molti suoi canti dialettali, creduti dai più creazione di contadini e di artigiani, fossero espressione di arte finissima... Arriva dunque a proposito il Dizionario di Domenico Bielli, che oltre a contenere quasi il quintuplo delle voci registrate dal Finamore nel suo Vocabolario dell’Uso Abruzzese, agevola la lettura dei libri dialettali, venuti fuori dal 1913 in poi. (Dalla Prefazione di Cesare De Titta) |
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