IL TUO CARRELLO E' VUOTO 
ETTORE D'ORAZIO

STORIA DELLA PASTORIZIA ABRUZZESE
La vita dei pastori abruzzesi descritta e rivissuta nell'onda di una nostalgia arcadica

I Tascabili d'Abruzzo 3, in 16 pp. 156, Nuova edizione riveduta 1991 Cerchio - Euro 12.5


L'Abruzzo della transumanza (l'Aquila e il Chietino in particolare) lumeggiato in questo volume con minuziosa descrizione topografica e con rilievi culturali. La pastorizia vi risiedeva cinque mesi: dal giugno all'ottobre; si emigrava verso la Puglia sotto la guida di butteri, di massari e di " guagliuni": una vera industria del bestiame in movimento, morre di pecore dal valore inestimabile, con il contorno di capre, mucche, asini da carico, muli,cavalli, cani e provviste. Dopo la fiera di Foggia, il 25 maggio, ritorno alla montagna: era il tempo della "scasata". A Pescasseroli, Lucoli, Scanno, Calascio, la pastorizia era sovrana e universale, tanto che si celebrava in forme solenni la "festa del ritorno" con la sfilata delle morre di pecole, con le agnelle tenere e bianche guidate da ringhiosi cani-pastore abruzzesi. Questa la vita dei pastori abruzzesi, descritta e rivissuta dal D'Orazio nell'onda di una nostalgica arcadica, percorsa da rimpianti per quello stato semibarbarico della transumanza, intrisa di lacrime, di fatiche e di attese, ma carica di una forza oggi sconosciuta. L. Farinacci
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