IL TUO CARRELLO E' VUOTO 
MICHELE TORCIA

VIAGGIO NEL PAESE DEI PELIGNI ALLA FINE DEL SETTECENTO

I Tascabili d'Abruzzo, 9, in 16° pp.64, Cerchio 1986 - Euro 12.5


A leggere questo volume, la viabilità dell'Abruzzo della fine del '700 era davvero in condizioni disastrose e ci è voluta una buona dose di coraggio da parte dell'Autore per attraversarlo in lungo e in largo, e descrivere i costumi di quelle popolazioni che vivevano in una condizione di estrema miseria. La configurazione geografica della regione, caratterizzata da alte montagne ed impervie colline, ha contribuito a tener lontani dall'Abruzzo quei viaggiatori stranieri che in altre zone d'Italia viaggiavano tranquillamente senza alcun timore per via dei vari briganti che infestavano la zona; senza tener conto della relativa sicurezza e facilità rappresentata dalle grandi vie di comunicazione che dal Nord portavano fino a Roma e giù fino a Napoli, attraverso la costa tirrenica abbastanza agevole e tranquilla. Tra le varie e interessanti notizie descritte dal Torcia è davvero avvincente la descrizione della foggia del vestire delle donne di Scanno, anche perché "tal foggia non si vede in tutto o in parte, se non che nei soli vasi antichissimi dei Tirreni dai Romani poscia detti Etrusci… La gonnella di panno è di tinta immarcescibile paesana, a segno che neppur l'urina del gatto la stinge: è poi tagliata a guisa di toga o stola sino ai talloni, lavorata colle loro proprie mani. Viene ornata nel lembo da varie fasce posta una sopra all'altra di scarlatto, o di vellutino in seta di color diverso da quella della toga. Le maniche strette nella parte superiore son guarnite di nocchettine di fettucce, in guisa d'un grazioso ricciuto dall'omero al polso, di colore anche differente dal fondo del panno".
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